Altro Decreto, altra Indennità: Vediamo quella di 150 euro

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Nella Gazzetta Ufficiale n. 223 del 23.09.2022 è stato pubblicato il  D.L. 23 settembre 2022 n. 144 ( cd. Decreto Aiuti-ter) recante “ulteriori misure urgenti in materia di politica energetica nazionale, produttività delle imprese, politiche sociali e per la realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). “

Con esso il Governo mette in campo un ulteriore pacchetto di misure con l’obiettivo di contenere gli effetti derivanti dall’aumento del costo dell’energia e dare un sostegno all’economia. In particolare, in materia di lavoro dopo il bonus di 200 euro riconosciuto dal “Decreto Aiuti” ai titolari di reddito non superiore a 35mila euro (ma calcolato, per i dipendenti, sulla base del diritto all’Esonero “0,80” previsto dalla L. di Bilancio 2022 al c. 122, e regolato dall’articolo 31 e ss. Dl 50/2022), il nuovo Decreto Aiuti-ter introduce una nuova indennità a favore di determinate categorie di soggetti.

Con la circolare n° 116 del 17-10-2022 l’Inps ha fornito le istruzioni applicative in materia di indennità una tantum per i lavoratori dipendenti prevista dall’articolo 18 del D.L. 23 settembre 2022, n. 144.

L ’articolo 18 citato prevede che sia riconosciuta in via automatica, per il tramite dei datori di lavoro, con la retribuzione di competenza del mese di novembre 2022, una somma a titolo di indennità una tantum di importo pari a 150 euro ai lavoratori dipendenti. Sono esclusi i lavoratori titolari di un rapporto di lavoro domestico ed i titolari dei trattamenti di cui all'articolo 19 del medesimo D.L., ovvero titolari delle prestazioni per le quali è l’INPS a erogare direttamente l’indennità una tantum di 150 euro, tra i quali figurano principalmente i percettori di trattamenti pensionistici e del Reddito di Cittadinanza.

In particolare l’articolo 18, comma 1, prevede quanto segue: “Ai lavoratori dipendenti, con esclusione di quelli con rapporto di lavoro domestico, aventi una retribuzione imponibile nella competenza del mese di novembre 2022 non eccedente l'importo di 1.538 euro, e che non siano titolari dei trattamenti di cui all'articolo 19, è riconosciuta per il tramite dei datori di lavoro, nella retribuzione erogata nella competenza del mese di novembre 2022, una somma a titolo di indennità una tantum di importo pari a 150 euro. Tale indennità è riconosciuta in via automatica, previa dichiarazione del lavoratore di non essere titolare delle prestazioni di cui all'articolo 19, commi 1 e 16”.

Condizione imprescindibile per l’erogazione da parte del datore di lavoro è la sussistenza di un rapporto di lavoro dipendente a tempo determinato o indeterminato nel mese di novembre 2022. Oltre all’esclusione dei rapporti di lavoro domestico, sono esclusi anche gli operai agricoli a tempo determinato, in quanto l’istituto della compensazione delle anticipazioni delle prestazioni temporanee non è previsto per tali lavoratori a tempo determinato. L’articolo 01, comma 10, del D.L. 10 gennaio 2006, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n. 81, prevede, infatti, la possibilità di compensare le prestazioni a carico dell’INPS, anticipate dai datori di lavoro agricolo, con i contributi previdenziali esclusivamente per i lavoratori a tempo indeterminato. La ratio alla base dell’esclusione dell’istituto della compensazione per tali rapporti di lavoro sta nell’elevato ricorso alle prestazioni a tempo determinato e dell’elevata mobilità di tali lavoratori tra i diversi datori di lavoro agricoli.

Ulteriore requisito, non meno importante, è rispettare il limite della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, di 1.538 euro, nella competenza del mese di novembre 2022. Secondo le istruzioni INPS, ai fini della valutazione del tetto della retribuzione vanno considerate anche le somme eventualmente escluse da imposizione contributiva in ragione del superamento del massimale annuo o che beneficiano della riduzione contributiva prevista dell’articolo 55 del D.L. n. 50/2017.

I beneficiari quindi dell’indennità una tantum di 150 euro sono tutti i lavoratori, anche somministrati, dipendenti di datori di lavoro, pubblici e privati, a prescindere dalla circostanza che assumano o meno la natura di imprenditore. Essi percepiranno tale somma, in presenze dei requisiti posti dal menzionato articolo 18, con la retribuzione di competenza del mese di novembre 2022 (anche se erogata a dicembre 2022). La stessa, in quanto credito, sarà poi compensata dal datore di lavoro con la denuncia UniEmens entro il 31 dicembre 2022.

La novità che va sottolineata è che il comma 2 del medesimo articolo 18 dispone che: “L’indennità di cui al comma 1 è riconosciuta anche nei casi in cui il lavoratore sia interessato da eventi con copertura di contribuzione figurativa integrale dall'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS)”.  Ne deriva quindi che l’indennità andrà erogata al lavoratore anche laddove la retribuzione risulti azzerata in virtù di eventi tutelati (ad esempio, CIGO/CIGS, FIS o dai Fondi di solidarietà e CISOA, percepiti in ragione della sospensione del rapporto di lavoro, o congedi parentali), fermo restando il rispetto del limite di 1.538 euro cui al predetto comma 1. Probabilmente l’introduzione di questo comma deriva anche dall’esperienza maturata con l’erogazione del bonus 200 euro, per il quale non erano state fatte tutte le previsioni del caso e la cui disciplina è stata poi successivamente integrata.

Diversamente, la predetta indennità non può essere riconosciuta, pur sussistendo il rapporto di lavoro nel mese di novembre 2022, nel caso in cui la retribuzione risulti azzerata a causa della sospensione del rapporto di lavoro per eventi, previsti dalla legge o dalla contrattazione, non coperti da contribuzione figurativa a carico dell’Istituto (ad esempio, aspettativa non retribuita).

Si evidenzia, inoltre, che il comma 3 dell’articolo 18 in commento prevede che l'indennità una tantum spetta ai lavoratori dipendenti una sola volta, anche nel caso in cui siano titolari di più rapporti di lavoro. Ne deriva che il lavoratore titolare di più rapporti di lavoro dovrà presentare la dichiarazione di cui all’articolo 18 del D.L. n. 144/2022, al solo e unico datore di lavoro che dovrà pagare l’indennità e non agli altri.

Qualora dovesse risultare, che per uno stesso dipendente, più datori di lavoro abbiano compensato attraverso denuncia UniEmens la predetta indennità, l’Istituto comunicherà a ciascun datore di lavoro interessato la quota parte dell’indebita compensazione effettuata, per la restituzione all’Istituto e il recupero verso il dipendente. A tal proposito l’importo indebitamente riconosciuto al lavoratore, ai fini del recupero, sarà suddiviso in parti uguali tra i diversi datori di lavoro che avranno conguagliato la predetta indennità, per il medesimo lavoratore, e che di conseguenza dovranno restituire.

Tale indennità una tantum di 150 euro è riconosciuta in via automatica, in misura fissa e quindi non va riproporzionata, anche nel caso di lavoratore con contratto a tempo parziale, previa acquisizione - da parte del datore di lavoro - di una dichiarazione resa dal lavoratore con la quale lo stesso dichiari di non essere titolare delle prestazioni di cui all'articolo 19, commi 1 e 16 del D.L. n. 144/2022, e dei trattamenti pensionistici o del reddito di cittadinanza.

Infatti l’art. 19 del D.L. n. 144/2022, ai commi 13 e 14, prevede che l’INPS, su domanda degli interessati, erogherà l’indennità una tantum:

  • ai lavoratori stagionali,
  • ai lavoratori a tempo determinato,
  • ai lavoratori intermittenti di cui agli articoli da 13 a 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81,
  • ai lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo,
  • a condizione che, nel 2021, abbiano almeno 50 contributi giornalieri versati e che abbiano avuto un reddito derivante dai suddetti rapporti non superiore a 20.000 euro per l'anno 2021.

Attenzione però che il pagamento da parte dell’INPS, sarà residuale, a domanda, secondo i requisiti già indicati e specificati dalla norma, laddove tali lavoratori non abbiano già percepito l’indennità nel mese di novembre 2022 da un datore di lavoro.

A tale proposito, si rileva che quanto previsto dal menzionato articolo 19, relativamente al pagamento diretto da parte di INPS, non riguarda la generalità dei lavoratori stagionali, a tempo determinato, intermittenti e iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo (FPLS), bensì solo coloro i quali abbiano avuto determinati requisiti nel 2021.

Pertanto, con la retribuzione di novembre 2022, come sopra individuata, i datori di lavoro dovranno, in automatico, pagare l’indennità anche ai lavoratori stagionali, a tempo determinato (esclusi gli operai agricoli), intermittenti e iscritti al FPLS, laddove in forza nel mese di novembre del corrente anno, indipendentemente dalla verifica e dalla sussistenza dei requisiti di cui ai predetti commi 13 e 14 dell’articolo 19.

L’erogazione dell’indennità una tantum da parte dei datori di lavoro, nei differenti casi sopra precisati, come anticipato, genererà un credito che il datore di lavoro potrà compensare in sede di denuncia contributiva mensile, ai sensi dell’articolo 44, comma 9, del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326.

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