Comunicazione ENEA ed interventi di ristrutturazione edilizia: slitta la scadenza

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E’ stato prorogato al 1° aprile 2019 il termine per trasmettere all’ENEA i dati relativi agli interventi di ristrutturazione edilizia con impatto sulla riqualificazione energetica eseguiti nel 2018.

E’ senz’altro opportuno avere più tempo per eseguire l’adempimento, ma ancora non è chiaro cosa consegue alla omessa o tardiva trasmissione della comunicazione.

Molti gli elementi che potrebbero portare a concludere per l’inapplicabilità di sanzioni fiscali, né sembrerebbero sussistere ragioni che possano far decadere dall’agevolazione. Un chiarimento ufficiale al riguardo è senz’altro auspicabile per la grande quantità di contribuenti interessati.

Perché la proroga

L’adempimento è stato introdotto dalla legge di bilancio 2018 (legge n. 2015/2017) con il comma 2-bis dell’articolo 16, decreto-legge n. 63/2013, per gli interventi eseguiti dal 2018, ma necessitava di una procedura attuativa da parte di ENEA, che è stata resa disponibile soltanto dal 21 novembre u.s.  L’Ente aveva fissato un primo termine (19 febbraio 2019) per trasmettere i dati relativi a tutti gli interventi di ristrutturazione “generici” con risparmio energetico eseguiti nel 2018.  Dopo aver comunicato uno slittamento di soli due giorni (21 febbraio), il MISE ha autorizzato l’ente a prorogare ulteriormente il termine per consentire agli operatori (installatori e/o contribuenti) di “smaltire” le pratiche relative al pregresso.

Rimane fissato a 90 giorni dalla conclusione dei lavori il termine per trasmettere i dati relativi ai nuovi lavori, cioè quelli ultimati dal 1° gennaio 2019 in poi.

 Trasmissione dei dati: le scadenze

L’adempimento riguarda i lavori ultimati dal 1° gennaio 2018.

Le nuove scadenze sono le seguenti:

  • per gli interventi la cui data a fine lavori (come da collaudo delle opere, dal certificato di fine lavori o da dichiarazione di conformità) è nel 2018, il termine è stato da ultimo prorogato al 1° aprile 2019;
  • a regime, la trasmissione dei dati dovrà avvenire entro il termine di 90 giorni a partire dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo (quindi, per i lavori ultimati dal 1° gennaio 2019).

 Finalità dell’adempimento

Come si legge nella disposizione, l’adempimento è stato introdotto per tenere sotto osservazione e valutare il risparmio energetico conseguito attraverso quegli interventi di ristrutturazione (cosiddetti “non qualificati” dal punto di vista energetico) che sfuggivano ad ogni forma di monitoraggio, non prevedendo la normativa alcuna comunicazione all’ENEA.

Articolo 16, decreto legge n. 63/2013, convertito in legge n. 90/2013
2-bis. Al fine di effettuare il monitoraggio e la valutazione del risparmio energetico conseguito a seguito della realizzazione degli interventi di cui al presente articolo, in analogia a quanto già previsto in materia di detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, sono trasmesse per via telematica all'ENEA le informazioni sugli interventi effettuati. L'ENEA elabora le informazioni pervenute e trasmette una relazione sui risultati degli interventi al Ministero dello sviluppo economico, al Ministero dell'economia e delle finanze, alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano, nell'ambito delle rispettive competenze territoriali.

 Quali interventi e dati da inserire

Gli interventi interessati alla comunicazione sono quelli che beneficiano del bonus “ristrutturazione edilizia” che consentono di migliorare l’efficienza energetica.

Nel Portale di ENEA (http://www.acs.enea.it/ristrutturazioni-edilizie/) è pubblicato un elenco degli interventi di ristrutturazione edilizia che presentano tali requisiti. Ulteriori dettagli sugli interventi e sulla procedura di trasmissione sono descritti nella apposita “Guida rapida” scaricabile dal sito internet http://www.acs.enea.it/doc/ristrutturazioni.pdf .

A seguito della trasmissione, l’utente riceve un codice identificativo dell’avvenuto invio.

Aspetto sanzionatorio

L’adempimento, come sopra specificato, ha una finalità di “monitoraggio ambientale”. Pertanto, per le ragioni di seguito illustrate, si può ritenere che non possa applicarsi alcuna sanzione nel caso di mancata/tardiva esecuzione dell’adempimento, né possa verificarsi la decadenza dalla detrazione fiscale in caso di violazioni relative all’obbligo di trasmissione della comunicazione.

In particolare, si può ritenere che:

  • eventuali violazioni in merito all’obbligo di comunicazione in oggetto non comportano la perdita dell’agevolazione fiscale. Non c’è, infatti, alcuna previsione normativa che preveda espressamente la decadenza della detrazione fiscale.
  • Eventuali violazioni in merito all’obbligo di comunicazione non sono suscettibili di sanzioni tributarie, in considerazione del fatto che l’adempimento è stato introdotto per finalità diverse da quelle fiscali. L’articolo 16, comma 2-bis, D.L. 63/2013, infatti, stabilisce l’obbligo di trasmissione “al fine di effettuare il monitoraggio e la valutazione del risparmio energetico” realizzato a seguito dei lavori di ristrutturazione. La comunicazione è richiesta, pertanto, per finalità di monitoraggio di carattere ambientale per contabilizzare i dati relativi all’efficientamento energetico che deriva da alcuni interventi di diversa natura (cioè, di ristrutturazione generica).
  • Si può quindi ragionevolmente ritenere che se l’adempimento in oggetto non è prescritto da una norma tributaria, non sono neanche sanzionabili con disposizioni di natura fiscale le relative violazioni. Non è pertanto applicabile la sanzione residuale prevista dall’articolo 11, comma 1, decreto legislativo n. 471/1997, pari ad un minimo di 250 euro, per le “omissioni di ogni comunicazione prescritta dalla legge tributaria anche se non richiesta dagli uffici o dalla Guardia di finanza al contribuente o a terzi nell'esercizio dei poteri di verifica ed accertamento in materia di imposte dirette e di imposta sul valore aggiunto o invio di tali comunicazioni con dati incompleti o non veritieri”. Né è conseguentemente applicabile l’istituto della remissione in bonis, di cui all’articolo 2, c.1, D.L. 16/2012, previsto per non perdere detrazioni fiscali e previa versamento della sanzione di cui al citato articolo 11, decreto legislativo 471/97, per le ragioni anzidette.

Va tuttavia osservato che, essendovi una previsione normativa, rimane il dovere imposto dalla legge nell’invio della comunicazione. L’esecuzione “spontanea” dell’adempimento è senz’altro opportuna per evitare che la mancata acquisizione di un numero di dati ritenuto soddisfacente per il monitoraggio induca il legislatore ad introdurre - un domani - una specifica sanzione.

Norma:

  • Articolo 16 D.L. n. 63/2013, convertito in legge n. 90 del 3 agosto 2013;

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