La quiete prima della tempesta

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Un semestre normativamente asfittico quello ora passato, salvo le novità della proroga della fattura elettronica per i carburanti e il decreto legge “dignità” che, francamente, nonostante i proclami, mi sembra fiacchetto.

D’altronde, tenuto conto dell’assenza di un Governo è comprensibile l’inerzia legislativa.

Sono certo, comunque, che la cosa non vi ha impensierito, posto che, nel frattempo, tra trasmissione delle CU, chiusura dei bilanci, liquidazioni Iva periodiche nonché predisposizione delle dichiarazione dei redditi chiuse e riaperte cento volte per aggiungere lo scontrino medico arrivato in zona cesarini, non vi siete certo annoiati.

Ma la ripresa dopo la pausa estiva si preannuncia rovente, come l’estate che oramai è entrata nella sua fase eruttiva.

Sulla graticola cuoce l’imponente riforma derivante dalla attuazione della direttiva comunitaria ADAT 1 e ADAT 2, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2019 e che riscrive completamente la deducibilità degli interessi passivi dei soggetti Ires, riformula le disposizioni sul reddito per trasparenza delle controllate estere (CFC), coordina conseguentemente la disciplina delle plusvalenze e dei dividendi provenienti da società ubicate in black list, segna dopo anni di incertezza, finalmente, il confine “fiscale” tra soggetti finanziari (banche, confidi, imprese del microcredito, holding bancarie, SIM, SICAV, etc.) e soggetti non finanziari (holding di famiglia, merchant bank e intermediari che non si rivolgono al pubblico) e, dulcis in fundo, introduce per la prima volta in Italia la normativa sugli “ibridi” che è una cosa di una complicazione tale che, al paragone, comprendere scientificamente gli ermafroditi è una passeggiata.

Il Dipartimento delle Finanze ha trasmesso qualche giorno all’Ufficio Legislativo Finanze per il seguito di competenza, lo schema di decreto legislativo e la relazione illustrativa. Si aprono dunque le danze (niente valzer! Rock & Roll, dati i tempi stretti!) per fare approdare in gazzetta la nuova norma entro il 31 dicembre prossimo.

Superfluo dirvi che a settembre deve uscire fuori lo schema di norma concernente la Legge di bilancio 2019 che si preannuncia “gravida” di contenuti.

Quasi certo che la flax tax slitterà (bene che vada) al 2019. Incontra due problemi:

  • applicarla su base familiare non funziona perché sarebbe incostituzionale (se verrà confermato che ci sono due aliquote: 15% e 20%): perché per pagare meno mi devo separare dal coniuge?
  • Il costo della Flax tax, peraltro, è enorme e non è sufficiente eliminare la quasi totalità delle deduzioni e detrazioni dal redditi che oggi si gestiscono nel quadro RP. Per far quadrare i conti occorre eliminare la detraibilità delle spese mediche e la deducibilità dei contributi. Il che appare francamente improbabile anche perché occorrerebbe prevedere che pure per i dipendenti i contributi trattenuti in busta paga non sono più deducibili.

Chi vivrà vedrà.

La riapertura vi vedrà impegnati (fino ad adesso abbiamo solo scherzato) per gestire operativamente con i vostri clienti la fatturazione elettronica. Non avete avuto tempo fino ad adesso, lo so! Ma a settembre una giornata seduti davanti al video con i vostri collaboratori la dovete dedicare. Sennò non si inizia mai!

Dunque: leggere le informativa del Gruppo Progetto Studio, collegarsi al portale, scaricare le fatture che nel frattempo la software house che vi assiste vi ha mandato in modalità elettronica per impratichirvi e che voi avete placidamente snobbato non avendo avuto il tempo, etc., etc.

Mai si inizia, mai si gestisce. Vogliamo arrivare a Natale e rovinarci le feste?

Discorso a parte per la privacy. Trattasi di sorci verdi!

Tutti ne parlano, tutti ne discutono, nessuno ci capisce nulla! Anche qui vale la regola: a settembre occorrerà per forza fare mente locale perché se ora i controlli della GdF non sono ancora partiti non si può sperare che venga concessa la grazia in eterno. Vi rivolgerete a terzi o farete da soli, acquisterete il software TeamSystem per farla per voi e per i vostri clienti o ne farete a meno? Questo non lo so. Ma qualcosa dovrete sicuramente fare. E se non lo fate a settembre, freschi e riposati …!

Si lo so che il 30 settembre scade lo spesometro del 1° semestre 2018 (vedi articolo 11 del decreto dignità) ma che volete farci? Con spirito di espiazione ottemperate, visto che si tratta dell’ultimo anno. Con la fatturazione elettronica, lo spesometro va in soffitta dal 2019!

Certo, nel frattempo dovete inserire la contabilità (prima nota) che purtroppo è ferma a gennaio 2018, ma vi ricordo che le dichiarazioni dei redditi e il Modello 770 vanno trasmessi, solo per quest’anno, entro mercoledì 31 ottobre. Andate di lusso!!!

La faccio facile?
Certo che la faccio facile ed è altrettanto certo che sto scherzando quando dico che “andate di lusso”.
State nei guai, altroché!!!
Ma non disperate, noi siamo come la Rai (e l’agenzia delle entrate): non vi lasciamo mai soli!

Appuntamento a settembre e nel frattempo... riprendetevi!

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