Nuovi Adempimenti: vittime o carnefici? L’importante è organizzarsi!

Scarica PDF

Il Decreto Fiscale, recentemente convertito in Legge, ha appena affibbiato ai titolari di partite iva, una serie di nuovi adempimenti fiscali, che si ribalteranno conseguentemente sugli studi commerciali.

Le rappresentanze delle imprese e degli artigiani sono immediatamente insorte, gridando alla sempre maggiore complessità del sistema ed alla iniquità di questi ulteriori pesi. Gli intermediari fiscali si sono immediatamente accodati al vento di protesta.

A mio avviso, invece, i Nuovi adempimenti prolungano di qualche anno l’inevitabile agonia delle contabilità e quindi sono una manna per gli studi ancora basati sulle elaborazioni. Invero, il ripristino dell’iva trimestrale e degli elenchi clienti e fornitori sembra sottendere un certo ritardo dei programmi dell’Agenzia delle Entrate relativi alla introduzione massiva della fatturazione elettronica. Quindi, anziché una corale levata di scudi da parte degli Ordini e delle Associazioni mi sarebbe sembrato più appropriato un fragoroso, riconoscente e corale grazie da parte degli studi commerciali che in un giorno non lontano scopriranno che sarà il Fisco a calcolare direttamente l’iva e a prelevarla dai conti correnti dei contribuenti, ritrovandosi disoccupati.

E quindi a mio avviso se il legislatore dovesse imporci di mandargli inutili report anche due volte al giorno, non vedo proprio perché dovremmo rifiutarci. Sarebbe opportuno piuttosto organizzarci per farlo a costi accettabili e imparare a farci pagare il giusto, da lui e/o dai clienti.

Ciò che pesa sugli studi è più che altro la propaganda governativa che ormai da decenni vende come semplificazioni le complicazioni ed impedisce al commercialista di scaricare sul cliente i costi dei nuovi adempimenti. Non che l’imprenditore, ormai disincantato, non abbia capito che il legislatore tributario con una mano toglie e con l’altra maggiormente complica, ma ha imparato a marciarci sopra. E quindi alle nostre richieste di aumento della parcella, ha gioco facile a far orecchio da mercante.

Calandoci piuttosto nel concreto, i nuovi adempimenti impongono di rivedere in profondità l’organizzazione dello studio.

Occorrerà innanzitutto stimare il costo dei nuovi adempimenti e proporre ai clienti, nell’ambito del rinnovo del mandato per il prossimo anno, i nuovi importi, tenendo conto a saldo anche degli adempimenti come black list e intra-acquisti che vengono contestualmente aboliti in quanto assorbiti nell’invio dei dati delle fatture e delle liquidazioni periodiche. Valorizzare ex ante adempimenti di cui non si conosce la portata non è facile, in quanto non sono note le informazioni da spedire e il lavoro di riconciliazione che sarà necessario. Poi bisognerà organizzare una campagna di contatto con i clienti per spiegare ed ottenere il consenso sui nuovi contratti. I tempi e le risorse da destinare a queste attività non sono irrilevanti.

Occorre poi rivedere le regole non scritte che governano il rapporto con i clienti, che com’è noto sono parte della filiera produttiva dello studio in quanto devono predisporre e consegnare in buon ordine e tempestivamente la documentazione richiesta e quasi sempre non lo fanno.

Serve una campagna di educazione preventiva del cliente. Non di tutti i clienti, come si fa di solito con una improvvida circolare che non verrà letta proprio da quei clienti che ne avrebbero avuto più bisogno e non verrà compresa da quelli più diligenti che, oltre a sciropparsela fino in fondo, hanno già puntualmente adempiuto. Occorre fare sul serio la lista dei buoni e dei cattivi e poi contattarli ad uno ad uno, entrand nel meccanismo organizzativo del loro lavoro amministrativo. Le fatture di acquisto nascono già in ordine cronologico, basta avere un unico luogo dove raccoglierle una sopra l’altra quando arrivano per email o per posta. Eppure molti clienti riescono comunque abilmente a mischiarle con la maestria di un croupier, a macchiarle, ad appallottolarle e a renderle illeggibili. Ed il lavoro del contabile diventa quello molto più despecializzato del riordino cronologico, della asciugatura e stiratura degli estratti conto e delle fatture.

Lo studio non potrà più lasciare “aperte” le liquidazioni iva dei clienti endemicamente a credito e quindi dovrà verificare di avere delle risorse umane sufficienti, nelle varie stagionalità artificiali indotte dal nuovo scadenziario.

Come ho più volte avuto modo di segnalare, avrebbe giovato almeno di chiedere al Ministero del Lavoro di inserire le attività di elaborazione tributaria tra le lavorazioni stagionali, quelle per intenderci che consentono il ricorso al lavoro a termine.

I contribuenti, anche quelli trimestrali, dovranno essere invitati a fornire le fatture mese per mese, o ancora meglio a caricarle man mano che gli arrivano sul sito dello studio o su un sito di prima nota online, così da poterle aggiornarle in tempo reale.

Alcuni clienti potranno essere invitati a provvedere autonomamente all’input delle fatture, se le loro casistiche sono semplici e se sono dotati delle necessarie competenze.

Per tutto il reparto contabile, andranno esaminati i carichi di lavoro delle singole persone, non solo in ottica annuale, ma anche mese per mese sulla base delle incombenze da svolgere e del tempo medio stimato necessario a produrre i singoli adempimenti.

Necessita infine verificare subito a che punto siamo con le contabilità dello studio per evitare che gli arretrati di quest’anno rendano impossibili gli adempimenti del prossimo.

E cominciamo tutti a sperare in una proroga, la quale - arrivando come sempre all’ultimo momento - premierà i più disorganizzati. Buon lavoro.

Scarica PDF
  1. Avatar GIRALDO DR. FRANCESCO

    buongiorno, chiederei di conoscere i programmi dell’Agenzia delle Entrate relativi alla introduzione massiva della fatturazione elettronica, sotto il profilo della tempestica (ad oggi mi pare sia tutto già disponibile e funzionante a riguardo) e della operatività con cui questo cambio di paradigma esplicherà i suoi effetti nel futuro di quanti vivono di adempimenti contabili e delle software house che pure campano, mi pare, con quelli che a loro volta campano di adempimenti contabili.
    Non che non voglia cedere il passo al nuovo che avanza, ma vorrei capirne qualcosa di più. E’ da anni che si parla di catastrofe degli studi commerciali, ma a me pare che ove questa ci sia, essa vada di pari passi con la crisi economica, non maggiore.
    Grazie

    • Michele D'Agnolo Michele D'Agnolo

      Gentile Collega
      è molto difficile fare previsioni attendibili riguardo alle tempistiche di introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria BtB. Questo perché le decisioni dell’Agenzia delle Entrate al riguardo non sono sempre di dominio pubblico, né sono completamente formate. Anche la persistenza dei Governi e l’avvicendarsi dei Consigli Nazionali degli Ordini hanno la loro influenza. E’ molto chiaro però l’orientamento e l’interesse dell’Agenzia soprattutto per il contrasto alle frodi carosello. Gli esperti più accreditati parlano di un “range” temporale dai tre agli otto anni.
      Esiste certamente un fattore di depressione generalizzata, ma la crisi economica ha colpito di più gli studi meno preparati. Un recente studio del Politecnico di Milano effettuato su un campione significativo di studi ci conferma che la crisi ha risparmiato quegli studi che attraverso la tecnologia hanno automatizzato gli adempimenti, dedicandosi maggiormente alla consulenza.
      un cordiale saluto e buon lavoro


Lascia un commento

E' necessario autenticarsi per pubblicare un commento