SUPERBONUS CON SCONTO IN FATTURA – IL LIMITE DEI 12 GIORNI

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Con la risposta ad interpello n. 103 del 13 maggio 2024, l’Agenzia delle entrate chiarisce che ai fini dell’individuazione del momento di sostenimento della spesa, in ipotesi di opzione per lo sconto integrale in fattura, è possibile dare rilevanza alla data indicata in fattura, corrispondente all’effettuazione dell’operazione (ossia al pagamento, anche tramite l’equivalente sconto), sempreché la relativa fattura sia stata trasmessa al Sistema di Interscambio (SdI) nei termini stabiliti (12 giorni).

Il chiarimento è importante, in considerazione del cambio di aliquota del superbonus intervenuto dal 1° gennaio 2024, dal 110% (ove ancora spettante: si pensi agli interventi nel “cratere” sismico) al 70%. Soprattutto, è una precisazione innovativa rispetto al pregresso: nella  precedente circolare n. 30/E/2020, infatti, era stato precisato che per le persone fisiche e gli altri soggetti che applicano il criterio di cassa, le spese si intendono sostenute alla data dell’effettivo pagamento; in caso di sconto integrale (quindi, in assenza di un pagamento), occorre far riferimento alla data di emissione della fattura da parte del fornitore”, con ciò intendendosi la data di invio della fattura al SdI.

Nella recente risposta n.103 l‘Agenzia, pur confermando il contenuto della circolare n. 30/E, integra quest'ultima con la considerazione che il SdI attesta inequivocabilmente e trasversalmente la data di avvenuta trasmissione della fattura elettronica. Ne consegue che la data riportata nel campo “Data” della sezione “Dati Generali” del file fattura elettronica è sempre e comunque la data di effettuazione dell’operazione.

Dunque, laddove l’emissione della fattura non sia contestuale al pagamento e, pertanto, il documento indichi due date diverse:

  • una dell’effettuazione o dello sconto integrale, che tiene luogo del pagamento;
  • l’altra (successiva) della trasmissione al SdI),

la fattura risulterà correttamente emessa e lo sconto applicato se la trasmissione avviene nei 12 giorni prestabiliti.

Sulla base della nuova interpretazione, si può quindi affermare che, a fronte delle spese sostenute per interventi da superbonus, con fatture con sconto integrale con data (ad esempio) 29 dicembre 2023 e trasmesse al SdI (ad esempio) il 3 gennaio 2024, spetta l’agevolazione nella misura piena del 110% (nei casi previsti) in luogo dell’aliquota ridotta del 70%. Analoga considerazione nel caso di scarto dal SdI, semprechè il re-inoltro avvenga, con esito positivo, nei 5 giorni successivi alla ricezione del messaggio di scarto.

Ben poco potrà fare il contribuente che, nella situazione di cui all’esempio precedente (fattura del 29 dicembre 2023, trasmessa al SdI il 3 gennaio 2024), ha applicato lo sconto  “solo” nella misura del 70% (attenendosi all’interpretazione di prassi all’epoca conosciuta): il beneficiario della detrazione che ha trasmesso la comunicazione di opzione entro il  termine finale del 4 aprile 2024 non potrà, purtroppo, avvalersi più della remissione in bonis, essendo tale istituto “disattivato” per le detrazioni edilizie dallo scorso 4 aprile (ai sensi dell’articolo 2 D.L. 39/20204). Potrà tuttavia utilizzare la detrazione direttamente in dichiarazione dei redditi.

Norma di riferimento

Art. 121, D.L. 34/2020

Documenti di prassi

Risposta ad interpello n. 103/2024

Circ. N. 30/E/2020

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